Sogni e ambizione della “generazione della confusione”

Lo sfogo, le domande e i dubbi di un adolescente italiano.

Da

Disoccupazione, precarietà, debito pubblico, fuga di cervelli, sfiducia nel sistema…
in poche parole: basse prospettive e grandi paure per il futuro.
Tranquilli, qui non si vuol far polemica, ma presentare la realtà di un mondo che risente di tale situazione.

Vi chiedo: quali sono, o quali possono essere, i sogni, le speranze e le ambizioni di una generazione che porta il peso di tale situazione ?

Eccoci qua, siamo la generazione della confusione.
Molti di noi non sanno ancora cosa fare della propria vita futura; sogni, obbiettivi, ambizioni: elementi del pensiero soppressi, sopiti, ridimensionati da un potente cocktail di fredda razionalità e paura nel futuro.

Una cosa è certa: i sogni non sono più quelli di una volta !

La nostra generazione deve fare i conti con un mondo in continua e rapida evoluzione, un mondo che non conosce ancora, un mondo che spaventa.
Dilaga la sfiducia, l’insicurezza e l’amara convinzione che i nostri “sogni nel cassetto” siano, dopotutto, irrealizzabili.

Così ci si ritrova a fare i conti con la realtà; a progettare di andare all’estero, di scegliere un indirizzo di studi che ci offra maggiori possibilità di lavoro, a scapito, spesso e volentieri, delle nostre vere passioni.
Qualcuno si ritrova a pensare se davvero valga la pena continuare a studiare, rischiando di spendere anni sui libri senza che questi diano loro la sicurezza di realizzare i propri sogni. Altri sbirciano verso il proprio avvenire e non vedono niente, se non confusione e insicurezza. Altri ancora preferiscono legarsi una benda sugl’occhi, tentare la fortuna e “come va, va!”.

Ormai nessuno crede più nei sogni folli, audaci e coraggiosi.
Tutti sembrano fare i conti con uno spiacevole scetticismo al punto che chi ancora si permette il lusso di osare in quelli che sono i propri obbiettivi viene considerato alla stregua di un illuso.
Ci si ritrova così a ridimensionare i propri sogni, sperando in una bella casa, un lavoro discreto, una famiglia alla quale dedicarsi.
Nulla di più auspicabile, per carità ma, che fine hanno fatto i sogni ? Quelli veri intendo !

Perché scegliere di soffocare le nostre ambizioni; perché scegliere di avvicinare la meta e non scegliere di puntare più in là di quanto non siamo abituati a fare; Perché scegliere di privarci di un nostro “diritto” ?

“Il diritto di sognare non figura tra i trenta diritti umani che le Nazioni Unite hanno proclamato alla fine del 1948. Ma se non fosse per il diritto di sognare, e per l’acqua che dà da bere, la maggior parte dei diritti morirebbe di sete.”
cit Eduardo Galeano “El derecho de sonar” (“Il diritto di sognare”).