Rocco Hunt, canta la terra dei fuochi a Sanremo

Il rapper 19enne porta la bandiera del movimento dei rapper di frontiera Sanremo 2014. Cantano la vita e vedono sempre una luce.

Da

Un beat, un tema costante e una voce che aggredisce a colpi di rime incalzanti in dialetto. È il movimento dei rapper del getto napoletano. Avanza e viaggia al ritmo di milioni di visualizzazioni su youtube. Dicono cose giuste, sane, vedono la luce. Sono stanchi di aspettare ed hanno deciso di conquistare.

Fanno squadra tra di loro, collaborano e producono musica a una velocità che solo loro sanno fare.

Finalmente!

Al prossimo Sanremo il 19enne Rocco Hunt si candida a stupire l’Italia intera. Rocchino, per gli amici, poeta urbano canta la “terra dei fuochi”, «Questo posto non deve morire/ La mia gente non deve partire/ Il mio accento si deve sentire/ La strage dei rifiuti/ l’aumento dei tumori/ Noi siamo la terra del sole/ non la terra dei fuochi».

Clementino invade le playlist dei maggiori network radiofonici già da un po’. Passa e rinfresca come fa ’O viento. Faccia pulito e rime che graffiano, capovolgono i luoghi comuni, affondano le mani nel terreno, nel cemento e lo svelano senza distorsioni. Vanno oltre “Gomorra”, non centrano nulla con il business del “degrado commercializzato”. Loro vogliono vincere e sanno di poterlo fare. Non rinnegano la loro terra e denunciano i mali di questi tempi. Non solo droga e clan. Anche le lacrime di una conduttrice che specula e trasmissioni che uccidono talenti.

Cantano l’amore, lo fanno con il groove del ghetto americano ma con voci da cardilli ‘nnamuurati, c’è tradizione e contaminazione. La nottata è passata come canta Svez. C’è un movimento che avanza con una visione comune. Oggi è Rocco e Clementino, ieri ‘Nto, l’altro ieri La Famiglia e domani ce ne sarà qualcun altro. Rima dopo rima da Napoli si candidano a scrivere un’altra pagina di storia della poesia questa volta a colpi rap. Rap positivo.